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Creare un CV
Bugie cv

Mentire sul cv

Trovare lavoro può essere davvero difficile di questi tempi: la concorrenza agguerrita, competenze che vanno affinandosi sempre di più e una sostanziale modifica del mercato del lavoro, sia a livello nazionale che internazionale, hanno reso la ricerca di lavoro essa stessa un lavoro. Nonostante costruire un cv di qualità e ben scritto sia fondamentale per presentarsi al meglio, pur di fare bella figura si potrebbe essere tentati di gonfiare le proprie competenze senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni. In questo articolo ti spieghiamo perché mentire sul curriculum non è una strategia vincente, le conseguente che può avere sul breve e sul lungo periodo e le cose da fare per far risaltare il tuo cv senza bisogno di dire bugie.


Perché si scrivono bugie sul proprio curriculum?

Poiché il mercato del lavoro è estremamente concorrenziale, il motivo per cui si mente è solitamente legato alla volontà da parte dei candidati di spiccare sugli altri. In special modo quando ci si candida per il lavoro dei propri sogni e si tratta di una posizione molto ambita, gonfiare il proprio curriculum può sembrare un modo per fare una migliore impressione sui datori di lavoro rispetto ad altri candidati. Mentire sul proprio cv non vuol dire necessariamente essere insicuri sulle proprie competenze ma si classifica più come desiderio di raggiungere i propri obiettivi senza se e senza ma, incuranti delle conseguenze che certe azioni possono avere a diversi livelli.  


Mentire sul cv: i due tipi di bugie possibili

Possiamo classificare le bugie da cv in due tipologie: le bianche e le nere. Posto che entrambe sono assolutamente sbagliate, sono diverse tra di loro e generano atteggiamenti diversi. Come tali, anche le conseguenze a queste legate sono diverse.


Le bugie bianche

Le bugie bianche sono generalmente considerate, dai candidati, innocue. Si definiscono infatti bianche quelle bugie che mirano ad enfatizzare le qualità di un candidato e la sua personalità.


Per esempio mentire su come si reagisce in condizioni di forte stress, come si gestiscono le problematiche di gruppo, come si affrontano eventuali problemi causati da disattenzione e via dicendo. 


Si tratta di bugie che i candidati tendono a dire per sopravvalutare le proprie capacità ma che, di per sé, non danneggiano l'azienda: infatti posto che le competenze professionali siano davvero quelle dichiarate, sarà la pratica sul campo ad evidenziare come un candidato reagisce in condizioni di stress, come gestisce le questioni di gruppo e via dicendo. E sarà esso stesso a modificare le proprie reazioni e la gestione delle proprie reazioni in modo da conformarsi alle necessità dell'azienda. 


Questo tipo di bugie bianche può diventare un problema per il datore di lavoro solo nel caso in cui il candidato invece di migliorare peggiori: per esempio, se in caso di stress invece di trovare delle soluzioni il lavoratore crea dei disagi perché non riesce a mettere nero su bianco cosa fare, in quel caso il danno nei confronti dell'azienda può essere davvero ingente.  


Per riassumere, le bugie bianche possono essere viste come un metodo di difesa in fase preliminare e solo in casi molto gravi possono causare problemi.


Le bugie nere

Di diverso tipo e di diversa entità sono invece le bugie nere che possono causare danni di immagine al candidato e danni professionali all'azienda che ha assunto. Si definiscono nere le bugie che prevedono che si menta sulle proprie capacità lavorative e che dunque enfatizzano capacità professionali di cui invece si è sprovvisti. Rientrano in questa categoria eventuali titoli di studio non conseguiti, corsi di perfezionamento mai frequentati, attestati mai ricevuti ma anche posizioni lavorative mai realmente ricoperte in passato. 


Questo tipo di bugie rischia di danneggiare seriamente l'azienda: prima o poi, infatti, il lavoratore si troverà a dover affrontare situazioni lavorative che non saprà gestire per mancanza di reale esperienza e reale competenza e, in questo modo, potrà danneggiare seriamente l'azienda per la quale lavora.


In termini personali, inoltre, si tratta di bugie che danneggiano fortemente la propria reputazione: prima o poi infatti il datore di lavoro capirà che il lavoratore che ha assunto non possiede davvero quelle competenze professionali millantate sul curriculum vitae e questo minerà la credibilità del lavoratore non solo agli occhi di chi lo ha assunto ma agli occhi dei suoi colleghi e, in casi particolari ma non rari, agli occhi dell'intero settore.


Senza contare che le bugie nere possono essere scoperte anche in fase di colloquio: immagina cosa potrebbe succedere se un recruiter decidesse di chiedere referenze alle precedenti ditte presso le quali il candidato ha lavorato, e scoprire che le competenze e le esperienze dichiarate non sono reali. 


Le bugie più frequenti sui curricula

Quali sono le bugie più frequenti che si trovano sui curricula inviati dai candidati? 


Conoscenze linguistiche: questa è una delle voci sulle quali si tende a mentire di più allo scopo di spiccare rispetto agli altri candidati per la stessa posizione. Nel caso delle lingue conosciute, si millantano conoscenze che in realtà non esistono e che, se messe alla prova, possono essere smascherate davvero velocemente. Un buon cv specifica quali sono le lingue conosciute e ne specifica il grado di conoscenza reale e dunque è fondamentale che vengano incluse solo e soltanto le lingue che si conoscono davvero, misurate usando degli indici internazionali. Per valutare le proprie competenze linguistiche è bene verificarne l'aderenza a degli standard specifici: il Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue consente di classificare la conoscenza delle varie lingue assegnando ad ogni voce un determinato valore. Il valore assegnato è obiettivo, universalmente conosciuto e facile da decifrare;


Conoscenze informatiche: lo stesso discorso fatto per le conoscenze linguistiche vale per quelle informatiche. Saper accendere il computer non equivale ad essere esperti di sistemi operativi, usare Excel per inserire dati non equivale automaticamente a saperlo utilizzare ad un livello avanzato per generare macro e formule, cliccare su dei link quando si naviga sul Web non vuol dire saper scrivere e conoscere l'HTML e la programmazione. Anche in questo caso, è bene essere obiettivi e onesti in primis con sé stessi così da non mettersi in una potenziale posizione di disagio nel caso in cui si venga assunti e si debbano giustificare delle mancanze;


Posizioni ricoperte: nel riportare le proprie esperienze sul cv, si deve prestare la massima attenzione ai termini che vengono usati per evitare di creare confusione o per evitare di far credere di aver ricoperto una posizione invece di un'altra. Prima di specificare le proprie esperienze pregresse, è bene studiare il significato dei diversi termini associati ad una posizione lavorativa, per esempio:


  • Un social media manager non è un Responsabile Social Media Team;
  • Un Web Editor non è un Caporedattore;
  • Un Operatore Call Center non è un Team Leader; 


e così via.


Ricorda sempre che scoprire che un candidato ha mentito sulle posizioni che ha ricoperto è una delle prime cause di esclusione da un colloquio e, nei casi di agenzie di recruitment, può anche portare alla cancellazione del nominativo dalle liste di candidati per qualsiasi posizione.


Come si scoprono le bugie presenti su un cv?

Alcune bugie, le bianche, possono essere difficili da scoprire ma altre sono di facile identificazione.


Le bugie possono essere scoperte in diversi modi e in diversi momenti:


  • Esperienza sul campo: cosa succede quando un candidato che ha mentito viene messo alla prova su una cosa che dovrebbe saper fare senza problemi e che invece non riesce a fare?
  • Social media: la condivisione della propria vita sui social networks potrebbe far scoprire le bugie e smascherare il candidato bugiardo;
  • Referenze: un'azienda o un'agenzia per la selezione del personale potrebbe richiedere delle referenze che potrebbero non arrivare mai oppure potrebbero raccontare cose diverse rispetto a quanto dichiarato;
  • Colloquio: se sul cv si dichiara una competenza/esperienza e in fase di colloquio non la si sa articolare, la menzogna è facile da scoprire. 


Le conseguenze delle bugie sul cv

Anche se non sempre sono evidenti, mentire sul proprio curriculum vitae può portare a delle conseguenze non indifferenti:


  • Essere scartati immediatamente senza seconda possibilità;
  • Essere segnalati ad altre agenzie di recruitment (viviamo in un mondo dove il passaparola è fondamentale!) come poco affidabili;
  • Se assunti e poi scoperti, si potrebbe potenzialmente essere denunciati nel caso in cui le proprie mancanze abbiano causato danni all'azienda o ad altri affiliati o dipendenti della stessa;
  • Se assunti e poi scoperti, si potrebbe essere licenziati, per gli stessi motivi di cui sopra. 


Mentire sul cv: cosa dice la legge

Scrivere una cosa per un'altra su un curriculum vitae, e di fatto mentire, non è vietato da nessuna legge in Italia. E' vietato e punibile solo nei casi di bugie nere di una certa importanza (diplomi, posizioni ricoperte, etc) presenti su cv inviati per posizioni presso amministrazioni pubbliche o quando si ricoprono cariche pubbliche.


La Cassazione ha infatti emesso diverse sentenze confermando ogni volta che mentire sul curriculum quando ci si candida per posizioni di pubblico rilievo è considerato reato di falsità ideologica dal privato in atto pubblico; un reato che può portare ad una reclusione fino a 2 anni.


Ricapitolando

  • Mentire sul cv per enfatizzare la propria candidatura non è mai una buona idea;
  • Esistono due tipi di bugie: le bugie bianche e le bugie nere;
  • Le bugie bianche sono quelle meno gravi e riguardano in special modo la propria personalità;
  • Le bugie nere sono gravi e riguardano esperienze e competenze usate per gonfiare la propria candidatura;
  • Tutte le bugie possono essere facilmente scoperte e possono generare conseguenze anche gravi;
  • Se si mente su cv destinati a posizioni pubbliche, si rischia il carcere. 
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